Sono internazionalisti e non mi piacciono confini e barriere.
Sono antifascista, ovviamente! Sono contro ogni oppressione perché non tollero i forti che schiacciano i più deboli.
Provengo dai graffiti, dal “taggare” all’infinito. Grazie al writing oggi esiste la streetart, ma le mie radici estetiche si fondano anche nel muralismo sudamericano e nella grafica underground e controculturale.
Street art per me è la nuova arte pubblica. Dopo decenni in cui l’arte si è arroccata in gallerie ed eventi sempre più esclusivi, con codici sempre più criptici, l’arte è tornata orizzontale, occupando uno spazio dominato finora dalla pubblicità, l’arte è tornata in strada.
E’ un valore importante dell’arte urbano. La partecipazione dei vicini che accolgono l’opera può trovarsi in fase decisionale, nella progettazione o nella realizzazione del murale. Questo rende diversa la street art dall’arte del passato, quando la committenza proveniva dall’élite.
Loading...









































